IL MIO CONTRIBUTO ALL’OFTALMOPLASTICA

Sono il Dott. Gian Luigi Zigiotti, medico chirurgo specialista in chirurgia plastica.

Nella sezione “CHI SONO” troverai alcuni brevi cenni relativi ai miei titoli professionali, alla mia attività lavorativa e al percorso con il quale sono giunto ad alcuni significativi contributi alla Oftalmoplastica, ovvero la chirurgia plastica della regione orbitaria, chiamata in Inghilterra Oculoplastica.

Nel mio sito www.zigiotti.it troverai più complete informazioni inerenti i vari settori della mia attività professionale di chirurgo plastico.

 

La tecnica di trasposizione del muscolo elevatore della palpebra superiore (EMT) nella sindrome di Marcus Gunn.

La sindrome di Marcus Gunn è un’anomalia congenita d’innervazione, con fibre motorie del trigemino che passano nel nervo oculomotore. E’ definita anche sincinesia congenita trigemino-oculomotore. (Sincinesia: movimento involontario associato a un movimento volontario con il quale non vi è alcun rapporto).

Normalmente, il ramo mandibolare del trigemino ha fibre motorie che innervano alcuni muscoli della masticazione, i muscoli pterigoidei interno ed esterno. In questa sindrome, le fibre anomale che entrano nel nervo oculomotore stimolano l’apertura della palpebra superiore quando la bocca è aperta o viene spostata la mandibola. Per parte sua, il nervo  oculomotore può avere un deficit d'innervazione che determina una ptosi della palpebra superiore, di vario grado.

In linea generale, la ptosi è unilaterale, di grado variabile, ed è rilevata poco dopo la nascita.

Questa sindrome è presente in circa il 5% delle ptosi congenite: la mamma del/la bambino/a vede che la palpebra si apre e si chiude quando il/la neonato/a succhia il latte.

Clinicamente si possono distinguere due varietà di tale sindrome:

  1. Sincinesia elevatore-pterigoideo esterno, nella quale la palpebra si apre quando la mandibola è spostata dal lato opposto, quando la mandibola viene spinta in avanti o quando la bocca è spalancata;
  2. Sincinesia elevatore-pterigoideo interno, nella quale la palpebra si solleva quando si stringono i denti.

Bisogna valutare se l’apertura delle palpebre e la ptosi costituiscono un problema per il/la paziente. Nel caso la ptosi sia moderata o grave, vi è l’indicazione alla correzione chirurgica; l'intervento deve prevedere l’eliminazione della sincinesia elevatore-trigemino.

Prima di indicare quale sia il mio approccio chirurgico, desidero richiamare alcune tecniche  applicate da altri Autori:

  1. la sezione traversale del muscolo elevatore, seguita dalla sospensione della palpebra superiore al muscolo frontale con materiale sintetico o con fascia lata;
  2. l’asportazione del muscolo, seguita dalla sospensione, come indicato al punto a)

La resezione o l’asportazione del muscolo costituiscono l’approccio corretto per risolvere il problema della sincinesia elevatore-trigemino. Ovviamente, in seguito a questo intervento, la palpebra superiore va incontro ad una ptosi totale, per cui bisogna poi realizzare la sospensione al muscolo frontale.

La mia tecnica per realizzare la sospensione al muscolo frontale, che eseguo da molti anni, consiste nell'utilizzare il muscolo elevatore, che viene sezionato, risolvendo quindi in maniera definitiva la sincinesia elevatore-trigemino. Si utilizza quindi la tecnica di trasposizione del muscolo elevatore (EMT) (vedi).

 

G.L. Zigiotti, Scorolli L. Meduri R.A., et al:

A new technique of transposition of palpebrae superioris elevator muscle and Müller’s muscle to the frontalis muscle in the correction of blepharoptosis.   Invest Ophthalmol Vis Sci. 1999; 40(4): B281. Abstract nr 4478

 

La sindrome di Marcus Gunn con ptosi moderata o grave, che per i più svariati motivi rappresenti un problema per il/la paziente, costituisce un’indicazione assoluta all’impiego della tecnica di trasposizione del muscolo elevatore (EMT).

Alcuni Autori che hanno consigliato la sezione o l’asportazione del muscolo elevatore e la sospensione con materiale sintetico, di fronte alla costante difficoltà di ottenere poi una accettabile simmetria con l’occhio controlaterale sano, danno poi indicazione di eseguire anche la sezione del muscolo elevatore controlaterale (sano) per fare una sospensione  nell’occhio gemello e cercare di ottenere così un quadro simmetrico. Questi Autori riferiscono della difficoltà incontrate generalmente nel fare accettare al paziente  un altro intervento anche sulla palpebra sana.

Con la tecnica di trasposizione del muscolo elevatore (EMT) i problemi di asimmetria sono di grado inferiore ed è possibile evitare un intervento sull' occhio gemello, dal momento che il paziente impara col tempo a sollevare il sopracciglio al livello desiderato; a favore della mia tecnica, agisce poi anche la reinnervazione che il muscolo elevatore presenta ad opera del nervo facciale del muscolo frontale (Vedi: tecnica di trasposizione del muscolo elevatore (EMT).

 

GL Zigiotti, F Nesi, L Scorolli (2006) Chirurgia Oftalmoplastica. Roma, Aracne

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