IL MIO CONTRIBUTO ALL’OFTALMOPLASTICA

Sono il Dott. Gian Luigi Zigiotti, medico chirurgo specialista in chirurgia plastica.

Nella sezione “CHI SONO” troverai alcuni brevi cenni riguardanti i miei titoli professionali, alla mia attività lavorativa e al percorso con il quale sono giunto ad alcuni efficaci contributi all’Oftalmoplastica, ovvero la chirurgia plastica della regione orbitaria, chiamata in Inghilterra Oculoplastica.

Nel mio sito www.zigiotti.it troverai più complete informazioni inerenti i vari settori della mia attività professionale di chirurgo plastico.

  

La tecnica di ricostruzione del volume orbitario dopo enucleazione

 

L’enucleazione consiste nell’asportazione di tutto il bulbo, mentre sono lasciati i tessuti annessi al bulbo e alla cavità orbitaria. Questo intervento è eseguito per la cura di tumori all’interno del bulbo ovvero quando vi sia l’indicazione ad asportare il bulbo senza aprirlo, per non avere la disseminazione di cellule maligne. Esistono anche altre condizioni in cui bisogna ricostruire la cavità orbitaria in presenza di estrusione di endoprotesi inserite per una precedente eviscerazione (Fig. 1).

 

 

fig 1a fig 1b

 

Fig. 1. A sinistra, infezione con esteriorizzazione dell’endoprotesi di idrossiapatite rivestita di rete, inserita (in altra sede) dopo intervento di enucleazione. Da notare l’insufficiente riempimento della cavità orbitaria. A destra, superficializzazione di endoprotesi di PMMA, prossima alla esteriorizzazione per l’atrito con l’epitesi estetica (paziente operato in altra sede). 

  

Per riempire la cavità orbitaria bisogna ricorrere all’impiego di un’endoprotesi di materiale che si vascolarizzi, ovvero che venga invaso da una crescita vascolare che permette di integrare questo materiale nell’organismo, come se fosse un osso. I vantaggi della vascolarizzazione sono la resistenza alle infezioni, dal momento che nel sangue circolano gli anticorpi, che sono il presidio del nostro organismo contro le infezioni. L’endoprotesi non può essere semplicemente messa al si sotto della congiuntiva, ma deve essere ricoperta da un tessuto di rivestimento, che faccia da separazione con la congiuntiva, fino a che questa non si cicatrizzazi. Nell’articolo sulla tisi bulbare si è visto come la sclera rappresenti il tessuto ideale per ottenere la cicatrizzazione dei tessuti soprastanti. Purtroppo, quando si esegue l’enucleazione per un tumore la sclera non può essere utilizzata e allora bisogna ricorrere ad una materiale alternativo quale la fascia lata, che viene prelevata dalla faccia laterale della coscia del paziente stesso. Se il lettore ha già letto l’articolo sulla tisi bulbare, egli sa che l’endoprotesi non deve essere completamente avvolta dal tessuto di rivestimento: è sufficiente che la metà anteriore sia ricoperta, mentre è necessario che nella parte posteriore l’endoprotesi deve rimanere scoperta, per permettere la vascolarizzazione. Quando eseguii i primi interventi di prelievo di fascia lata, dovetti affrontare questo problema: asportare solo la fascia strettamente necessaria a coprire parzialmente l’endoprotesi. Non trovai testi o articoli che affrontassero questo problema.

 

La soluzione venne osservando come è costruita una pallina da tennis (Fig. 2).

 

 

fig 2a fig 2 b

 

Fig. 2. Una pallina da tennis è costituita da due parti, che sono unite l’una all’altra per formare la sfera.

 

Si potrebbe immaginare di fare dei buchi nella parte posteriore della pallina (per permettere la vascolarizzazione) e di aprire la pallina lungo le linee di giunzione delle due parti. Si trasforma la pallina in una superficie atta a rivestire una sfera. Le due parti rimangono unite al centro, con una continuità di tessuto atta a coprire la parte anteriore dell’endoprotesi. L’endoprotesi di bioceramica ha un diametro ottimale di 22 mm, per cui partendo dal diametro della pallina da tennis, si ottiene un disegno in scala. Sulla base del disegno abbiamo progettato uno strumento atto a fare un prelievo di fascia lata in maniera rapida e precisa: pattern di Zigiotti-Cavarretta (Fig. 3).

 

fig 3 a fig 3 b

 

Fig. 3. Pattern di Zigiotti-Cavarretta per il prelievo di fascia lata

 

Lo strumento viene poggiato e compresso sulla fascia lata; questo pattern ha un’altezza di 2 cm, per cui il tessuto cutaneo col tessuto sottocutaneo vengono divaricati dallo strumento stesso. L’incisione della fascia viene fatta col bisturi direttamente all’interno del pattern. Il deficit di sostanza della fascia non può essere riparato con un avvicinamento diretto dei margini. Per non avere la complicanza di un’ernia muscolare, viene fatta una riparazione con una rete di materiale sintetico, che viene tagliata utilizzando lo stesso pattern. Nella Fig. 4 è mostrata la protesi di bioceramica ricoperta con la fascia lata. 

 

fig 4 a fig 4 b

 

Fig. 4. Endoprotesi di bioceramica di 22 mm di diametro ricoperta di fascia lata prelevata con il Pattern di Zigiotti-Cavarretta

 

A sinistra l’endoprotesi è completamente rivestita; questa è la superficie che sarà posta anteriormente a contatto con la congiuntiva. A destra l’endoprotesi è nuda per permettere la vascolarizzazione; questa è la superficie che sarà posta nel fondo della cavità orbitaria.